Confraternita di San Giuseppe

SEDE: Piazza N.S. Concordia – Albissola Marina (SV)

NUMERO CONFRATELLI/CONSORELLE:

PRIORE ATTUALE:

CAPPA: I Confratelli e le consorelle indossano la cappa bianca con cordone blu

FESTA PATRONALE: 19 marzo, S.Giuseppe

VISITA DELL’ORATORIO: aperto la domenica, da Pasqua a settembre  dalle ore 16,30 alle 19

CENNI STORICI: Il 7 giugno 1598 la Confraternita della SS. Trinità, che operava a ponente di Albissola e quella di S. Antonio Abate, che operava a levante, vollero recitare assieme per la prima volta l’Ufficio divino nel la chiesa parrocchiale di S. Maria della Concordia, impegnandosi per la costruzione di un comune oratorio. Entrambe le Confraternite risultavano già attive nel 1585 in occasione della visita di mons. Nicolò Mascardi, Visitatore Apostolico. Solo nel 1608, tuttavia, poterono dar corso ai lavori per la costruzione dell’edificio che terminarono sei anni dopo. L’oratorio sorge accanto alla chiesa parrocchiale affacciandosi sulla piazza decorata con la tipica pavimentazione a risseu, bianco e nero. La facciata, segnata da quattro paraste, è alleggerita da tre sovrastanti finestre ed è decorata a strisce bicolori. Nella parte superiore della facciata la dedica della costruzione dell’oratorio: I N HONOREM SANTI IOSEPHI SODALES COGNOMINES D( E )D( ICAVERUNT ) (I confratelli che portano lo stesso nome dedicarono in onore di San Giuseppe).L’interno, a navata unica, ospita, lungo le pareti perimetrali, gli stalli, in legno di noce di fine XVII secolo, caratteristica propria degli oratori in quanto si prestava al dialogo liturgico e alla preghiera collegiale. Nella parete di fondo, in controfacciata, sono i banchi dei priori, caratterizzati dalla loro lavorazione più ricercata con riquadri di forma geometrica e con figure scolpite chiamate “bambocci”. L’altare è in marmo di Carrara diaspro rosso, della seconda metà del XVIII secolo. Al centro del paliotto è un tondo con la morte di S. Giuseppe contornato da volute vegetali e, ai lati estremi, testine di angeli in diaspro rosso. Le balaustre,di fine Ottocento, sono in legno dipinto a losanghe rosse, bianche e nere. L’abside e le pareti furono affrescate, nella prima metà del Settecento, con angioletti su nubi rosa e grigie, coperti da drappi; al centro dell’abside la colomba dello Spirito Santo irradia raggi che illuminano i volti degli angeli. Della metà del Seicento e opera di Domenico Fiasella (1589 – 1669)è invece la pala posta sopra l’altare che rappresenta la Sosta durante la fuga in Egitto: la Madonna con veste rossa, mantello blu e velo bianco, regge il Bambino in drappo bianco. Angeli fluttuanti raccolgono datteri per offrirli al Bambino. A sinistra, S. Giuseppe e sullo sfondo un paesaggio campestre. In basso a destra si notano i simboli dei viandanti e viaggiatori: un cappello, un bastone, un orcio per l’acqua e un piccolo fagotto. Sopra la pala d’altare l’iscrizione C ONSTITUIT EUM D OMINUMDOMUS SUAE(lo costituì Signore nella sua casa).L’arredo processionale comprende un Crocifisso nero di metà Settecento, con Croce lignea intarsiata e decorazioni in argento sbalzato. Un capolavoro di Anton Maria Maragliano (Genova, 1664 – 1739) è invece il Crocifisso bianco, del secondo decennio del Settecento, già appartenente, sino al 1821, alla Confraternita genovese di S. Giacomo della Marina. Realizzato con un virtuosismo di alta qualità visibile nelle superfici anatomiche smagrite e in tensione per gli spasmi del l’agonia. Singolare è la spina che trafigge il ciglio sinistro. Da segnalare anche la cassa processionale della Sacra Famiglia, opera seicentesca di Pasquale Navone, che rappresenta la stessa scena del la pala d’altare: la sosta durante la fuga in Egitto con S. Giuseppe che porge un dattero al bambino e che, contrariamente al solito, è rappresentato come un uomo di giovane età. Quando la statua è por tata in processione, il tronco verde della palma è addobbato con foglie di palma. La statua è tornata nel l’oratorio nel 2008, dopo che era rimasta per quarant’anni nella parrocchiale di Albissola Marina. All’esterno dell’oratorio al centro della piazza troviamo un’edicola, in marmo di Verona rosso e bianco, che risale ai primi anni del Seicento. Ai lati possiamo osservare due testine di putti, in alto una decorazione in marmo bianco con la scritta IHS. La nicchia ospita una statua seicentesca di S. Giuseppe in marmo bianco di Carrara con in mano il bastone col giglio. Sul basamento è la scritta AVE , SPONSE DEI GENITRICIS . I confratelli indossano la cappa e cordone blu.