Confraternita di Santa Caterina

INDIRIZZO: via S. Caterina 1, Bergeggi (SV)

NUMERO CONFRATELLI/CONSORELLE:

PRIORE ATTUALE:

CAPPA: I Confratelli e le consorelle indossano la cappa bianca con cordone bianco

FESTA PATRONALE: 25 novembre, S. Caterina

VISITA DELL’ORATORIO:

CENNI STORICI: La Confraternita risulta già attiva nel 1585, come conferma la relazione del Visitatore Apostolico mons. Mascardi che visitò la Diocesi di Savona. Formata principalmente da contadini e pescatori, fino all’inizio dell’Ottocento era dedicata anche a S. Antonio Abate e a S. Caterina. In seguito fu abbandonata la dedicazione a S. Antonio. Tra gli impegni degli iscritti, oltre alla preghiera e all’accompagnamento funebre dei defunti, vi era il mutuo soccorso verso chi fosse colpito da malattie o disgrazie. La veste dei confratelli è la cappa bianca. Oggi la Confraternita ha sede nella chiesa parrocchiale di S. Martino in quanto l’oratorio fu distrutto nel 1921dalla scoppio della polveriera del vicino forte di S. Elena. In seguito, sulle macerie dell’oratorio fu ricostruito un edificio i cui locali sono di proprietà della Confraternita. L’attività della Confraternita ha ripreso vigore nella seconda metà del Novecento sostenuta dal Priorato Diocesano delle Confraternite, proseguendo nei suoi fini religiosi e di assistenza e collaborando fattivamente con la parrocchia. All’interno della chiesa sono conservatele opere appartenenti alla Confraternita scampate al disastro. Un trittico raffigurante la Madonna con Bambino con Santi, del XV secolo ed ignoto pittore ligure, già presente in un inventario dei beni dell’oratorio steso nel 1811; il dipinto era collocato sulla controfacciata. Nel 1921fu smembrato e ne restano le due tavole laterali, restaurate nel 1976 da Domenico Gerbino. Esse riproducono S. Antonio Abate, S. Caterina, S. Maria Maddalena e S. Francesco. L’autore sembrerebbe appartenere alla cultura figurativa del Ponente ligure del tardo Quattrocento: lo confermano i colori vivaci e brillanti in larghe campiture, le figure, forse rigide ma non prive di eleganza, con i volti affusolati e, ancora, l’accurata descrizione dei dettagli. S. Antonio è rappresentato nella tradizionale iconografia del vecchio monaco con il bastone e campanello; S. Caterina d’Alessandria, con veste verde e manto giallo, con la palma e la ruota, strumento del suo martirio, la Maddalena che regge il vaso degli unguenti ed ha la veste rossa; infine S. Francesco che tiene in mano il Crocifisso. Di ignoto scultore ligure, ma vicino alla sensibilità del Maragliano, è invece il Crocifisso della seconda metà del XVIII secolo. Le numerose ridipinture hanno cancellato ogni traccia della pittura originaria, tuttavia i tratti del volto, i capelli e la barba finemente disegnati, l’efficace resa anatomica lo rendono molto vicino alla scuola maraglianesca, in particolare al Cristo scolpito dal figlio del Maragliano, Giovanni Battista e conservato nell’oratorio di S.Chiara di Bogliasco. Un’altra interessante opera, conservata sempre nella parrocchiale maappartenuta alla Confraternita è la tela raffigurante lo Sposalizio mistico di S. Caterina. Lo schema compositivo del quadro sarà ripreso nel gruppo ligneo di uguale tema, pure commissionato per l’oratorio e oggi anch’esso nella chiesa di S. Martino. Nell’opera attribuita alla scuola genovese emergono la dolcezza e l’eleganza dei personaggi come l’attenzione per la preziosità delle vesti che si osservano anche nell’analoga sculturaLa Confraternita risulta già attiva nel 1585, come conferma la relazione del Visitatore Apostolico mons. Mascardi che visitò la Diocesi di Savona. Formata principalmente da contadini e pescatori, fino all’inizio dell’Ottocento era dedicata anche a S. Antonio Abate e a S. Caterina. In seguito fu abbandonata la dedicazione a S. Antonio. Tra gli impegni degli iscritti, oltre alla preghiera e all’accompagnamento funebre dei defunti, vi era il mutuo soccorso verso chi fosse colpito da malattie o disgrazie. La veste dei confratelli è la cappa bianca. Oggi la Confraternita ha sede nella chiesa parrocchiale di S. Martino in quanto l’oratorio fu distrutto nel 1921 dalla scoppio della polveriera del vicino forte di S. Elena. In seguito, sulle macerie dell’oratorio fu ricostruito un edificio i cui locali sono di proprietà della Confraternita. L’attività della Confraternita ha ripreso vigore nella seconda metà del Novecento sostenuta dal Priorato Diocesano delle Confraternite, proseguendo nei suoi fini religiosi e di assistenza e collaborando fattivamente con la parrocchia. All’interno della chiesa sono conservatele opere appartenenti alla Confraternita scampate al disastro. Un trittico raffigurante la Madonna con Bambino con Santi, del XV secolo ed ignoto pittore ligure, già presente in un inventario dei beni dell’oratorio steso nel 1811; il dipinto era collocato sulla controfacciata. Nel 1921fu smembrato e ne restano le due tavole laterali, restaurate nel 1976 da Domenico Gerbino. Esse riproducono S. Antonio Abate, S. Caterina, S. Maria Maddalena e S. Francesco. L’autore sembrerebbe appartenere alla cultura figurativa del Ponente ligure del tardo Quattrocento: lo confermano i colori vivaci e brillanti in larghe campiture, le figure, forse rigide ma non prive di eleganza, con i volti affusolati e, ancora, l’accurata descrizione dei dettagli. S. Antonio è rappresentato nella tradizionale iconografia del vecchio monaco con il bastone e campanello; S. Caterina d’Alessandria, con veste verde e manto giallo, con la palma e la ruota, strumento del suo martirio, la Maddalena che regge il vaso degli unguenti ed ha la veste rossa; infine S. Francesco che tiene in mano il Crocifisso. Di ignoto scultore ligure, ma vicino alla sensibilità del Maragliano, è invece il Crocifisso della seconda metà del XVIII secolo. Le numerose ridipinture hanno cancellato ogni traccia della pittura originaria, tuttavia i tratti del volto, i capelli e la barba finemente disegnati, l’efficace resa anatomica lo rendono molto vicino alla scuola maraglianesca, in particolare al Cristo scolpito dal figlio del Maragliano, Giovanni Battista e conservato nell’oratorio di S.Chiara di Bogliasco. Un’altra interessante opera, conservata sempre nella parrocchiale maappartenuta alla Confraternita è la tela raffigurante lo Sposalizio mistico di S. Caterina. Lo schema compositivo del quadro sarà ripreso nel gruppo ligneo di uguale tema, pure commissionato per l’oratorio e oggi anch’esso nella chiesa di S. Martino. Nell’opera attribuita alla scuola genovese emergono la dolcezza e l’eleganza dei personaggi come l’attenzione per la preziosità delle vesti che si osservano anche nell’analoga scultura.