Confraternita di San Michele Arcangelo

INDIRIZZO: Celle Ligure (SV)

NUMERO CONFRATELLI/CONSORELLE:

PRIORE ATTUALE:

CAPPA: I Confratelli e le consorelle indossano la cappa bianca con tabarri di velluto nero

FESTA PATRONALE: 1 a domenica di ottobre, S. Michele e Madonna del Rosario

VISITA DELL’ORATORIO: Tel. 349.4641125

I primi documenti nei quali si menziona l’oratorio di S. Michele come domus disciplinatorum risalgono al 1562, quando Vincenzo Granella, vicario generale del vescovo Nicolò Fieschi, concede la celebrazione della S. Messa nella seconda domenica del mese e in alcune feste principali; non si può tuttavia escludere che fosse già esistente prima di tale data. Cinque anni dopo, nel 1567, è ancora un vescovo Fieschi, Gio.Ambrogio che confermava i Capitoli della Confraternita. Ancora l’oratorio è citato da mons. Mascardi nella sua visita apostolica del 1588, mentre nel 1612 i confratelli accettano dai massari della chiesa della Crocetta un prestito di 120 lire per riparare il tetto dell’oratorio. Da una lapide murata nell’oratorio, sappiamo che l’attuale edificio, attiguo alla chiesa parrocchiale, risale al 1712, mentre nel 1757, per l’evidente minaccia di rovina, fu necessario ricostruire dalle fondamenta alcune sezioni murarie. Esso è costituito da un’unica aula rettangolare semplice ed essenziale, stretta e lunga, con volta a sesto ribassato e con un presbiterio stuccato nell’Ottocento. L’altare maggiore è in marmo, in stile barocco e proviene da una cappella patrizia di Albaro a Genova. Lungo le pareti si succedono i settecenteschi scanni lignei, dove un tempo sedevano i confratelli, mentre, sopra di essi, fanno bella mostra diverse tele di varie epoche tra cui un S. Francesco in estasi appartenente alla scuola di Bernardo Strozzi. La Confraternita subì le restrizioni durante l’occupazione napoleonica, che portarono alla chiusura dell’oratorio nel 1810. Notizie di una ripresa dell’attività si hanno dal 1846. Alla fine del XIX secolo l’edificio subì una modificazione con l’aggiunta di un vestibolo, di un locale adibito a deposito, dell’orchestra e dell’alloggio del custode; dello stesso periodo sono anche la rampa d’accesso con giardinetti pensili e i muri di cinta.. Al suo interno l’oratorio conserva pregevoli manufatti artistici. Citiamo per prima la cassa lignea policroma con la statua di S. Michele Arcangelo, datata 1694 e opera del Maragliano; il gruppo scultoreo si accosta all’opera di un pittore fra i più noti del momento, Gregorio De Ferrari (1647 – 1726), riprendendo lo schema compositivo e la libertà espressiva di una sua tela conservata nella chiesa genovese di S. Maria delle Vigne. Abbiamo poi un Crocifisso Spirante, opera di Antonio Brilla, risalente al 1861, caratteristica per gli occhi rivolti al cielo del Cristo; e ancora un Crocifisso di Pasquale Navone (1746 – 1791), del 1787, che rivela, con la cassa del Maragliano, l’oculata scelta di artisti fatta dai confratelli di Celle commissionando le opere a due giovani artisti che avrebbero conosciuto in seguito una grande notorietà. Troviamo ancora una scultura lignea policroma caratterizzata dalle braccia snodate di Cristo nel sepolcro, di un anonimo artigiano del Settecento e una recente statua lignea di S. Carlo Borromeo opera di Antonio Canepa (Rapallo, 1850 – 1931) del 1901. Sopra l’ingresso principale si sviluppa una orchestra in legno con piccolo organo a canne. Originali i sei tabarri di velluto cremisi con gallone dorato e i più sobri tabarri di velluto nero indossati con la cappa bianca dai confratelli.